Quando alcuni siti non si aprono, la navigazione sembra lenta oppure una rete Wi-Fi continua a dare errori, il problema può dipendere dal DNS e non dalla velocità della linea. Capire come cambiare DNS permette di scegliere un resolver più affidabile, migliorare l’avvio delle pagine e, in alcuni casi, aggiungere un livello di protezione contro malware e phishing. Vediamo quali servizi usare e come configurare il dispositivo su Android, iPhone, Windows, Mac e router.
La scelta del DNS può risolvere diversi problemi di connessione
- DNS traduce i nomi dei siti nei relativi indirizzi IP.
- Cloudflare 1.1.1.1 punta su velocità e privacy.
- Google 8.8.8.8 è una scelta stabile e molto compatibile.
- Su Android si può usare il DNS privato con un nome host.
- Su iPhone la modifica manuale riguarda normalmente una singola rete Wi-Fi.
- Prima di iniziare, conviene annotare i valori originali e sapere come ripristinarli.

Che cos’è il DNS e quando conviene cambiarlo
Il DNS, acronimo di Domain Name System, funziona come una rubrica della rete. Quando apro un sito usando un nome come example.it, il dispositivo chiede a un server DNS quale indirizzo IP deve contattare. Senza questa traduzione, la navigazione basata sui nomi di dominio non funzionerebbe.
Di solito il router utilizza automaticamente i server DNS forniti dall’operatore internet tramite DHCP. Questa configurazione è comoda, ma non sempre offre il miglior tempo di risposta o la maggiore continuità. Cambiare resolver può aiutare quando alcuni domini risultano irraggiungibili, una rete applica filtri indesiderati o il DNS dell’operatore sta avendo problemi.
Il beneficio, però, va interpretato correttamente. Un DNS più rapido può ridurre il tempo necessario per trovare un sito, ma non aumenta la velocità massima della fibra e non migliora automaticamente il segnale Wi-Fi. Se il problema è una copertura scarsa, un modem instabile o una linea guasta, bisogna intervenire su quel punto.
DNS, privacy e sicurezza non sono la stessa cosa
Il provider DNS può vedere le richieste di risoluzione che gli invio, quindi la scelta ha anche un risvolto sulla privacy. I protocolli DNS over HTTPS e DNS over TLS cifrano il collegamento tra dispositivo e resolver, ma proteggono soltanto le richieste DNS. Non sostituiscono una VPN e non rendono anonima tutta la navigazione.
Alcuni servizi offrono inoltre filtri contro domini associati a malware, phishing o contenuti per adulti. Sono utili in una rete familiare, ma possono bloccare per errore siti legittimi. Io preferisco partire dal resolver standard, verificare che tutto funzioni e attivare filtri aggiuntivi solo quando servono davvero.
Quale servizio DNS scegliere tra le opzioni più diffuse
Non esiste un DNS migliore in assoluto per ogni città e ogni operatore. La latenza dipende dal percorso di rete, dal carico del servizio e dalla qualità del collegamento locale. Per questo consiglio di provare una sola configurazione alla volta, invece di mescolare indirizzi di provider diversi senza un motivo preciso.
| Servizio | DNS IPv4 | Punto di forza | Quando sceglierlo |
|---|---|---|---|
| Cloudflare | 1.1.1.1 1.0.0.1 |
Velocità e attenzione alla privacy | Uso quotidiano e navigazione generale |
| Google Public DNS | 8.8.8.8 8.8.4.4 |
Compatibilità e infrastruttura globale | Reti instabili o problemi di risoluzione |
| Quad9 | 9.9.9.9 149.112.112.112 |
Blocco di numerosi domini dannosi | Priorità alla sicurezza |
Per IPv6, Google usa 2001:4860:4860::8888 e 2001:4860:4860::8844, mentre Cloudflare usa 2606:4700:4700::1111 e 2606:4700:4700::1001. Se il router o il dispositivo gestisce IPv6, ignorare completamente questa parte può lasciare attiva la configurazione DNS dell’operatore.
La mia scelta pratica è semplice. Per una configurazione rapida partirei da Cloudflare, mentre Google è una valida alternativa se un sito o un servizio risponde meglio con la sua rete. Per una casa con bambini valuterei un resolver filtrato, controllando però che non interferisca con console, streaming o servizi di lavoro.
Come impostare il DNS privato su Android
Sulle versioni recenti di Android il metodo più pulito è usare la funzione DNS privato. A differenza dell’inserimento manuale degli indirizzi IPv4 nella singola rete Wi-Fi, questa opzione usa normalmente DNS over TLS e può valere per più reti, comprese quelle mobili, se il sistema lo permette.
- Apri Impostazioni.
- Entra in Rete e Internet, oppure in Connessioni sui dispositivi Samsung.
- Tocca DNS privato. Se non lo trovi, usa la ricerca interna delle impostazioni.
- Scegli Nome host del provider DNS privato.
- Inserisci il nome host del servizio scelto e salva.
Per Cloudflare puoi usare one.one.one.one; per Google il nome host è dns.google. Qui non vanno inseriti gli indirizzi numerici 1.1.1.1 o 8.8.8.8, perché Android in questa schermata richiede un nome host compatibile con DNS over TLS.
Dopo il salvataggio, disattivo e riattivo il Wi-Fi oppure attivo per qualche secondo la modalità aereo. Se compare l’errore “Impossibile connettersi” o alcune app smettono di funzionare, torno su Automatico. Le reti aziendali, scolastiche e gli hotspot con pagina di accesso possono infatti richiedere il DNS assegnato dalla rete.
Come modificare il DNS su iPhone e iPad
Su iPhone la modifica manuale viene applicata normalmente alla singola rete Wi-Fi selezionata. Non è quindi una scelta globale per tutte le reti e, senza un’app o un profilo DNS dedicato, non modifica nello stesso modo la connessione dati cellulare.
- Apri Impostazioni e tocca Wi-Fi.
- Premi il pulsante con la i accanto alla rete connessa.
- Scorri fino a Configura DNS.
- Seleziona Manuale.
- Rimuovi gli eventuali server già presenti e scegli Aggiungi server.
- Inserisci, ad esempio, 1.1.1.1 e 1.0.0.1.
- Tocca Salva e prova ad aprire alcuni siti.
Se preferisci Google, usa 8.8.8.8 e 8.8.4.4. È importante non inserire due volte lo stesso indirizzo e non cancellare la configurazione originale senza averla annotata. Per tornare indietro basta selezionare Automatico nella schermata Configura DNS.
Un dettaglio che spesso crea confusione riguarda le reti mobili. La modifica manuale del Wi-Fi non cambia il DNS usato dall’iPhone quando è collegato al 4G o al 5G. Per una protezione più ampia servono una configurazione DNS cifrata compatibile con iOS, un profilo attendibile o un’app del provider, valutando con attenzione permessi e condizioni del servizio.
Impostare il DNS su Windows, Mac e router
Windows 11 e Windows 10
Su Windows 11 il percorso più diretto passa dalle impostazioni della rete. Apri Impostazioni > Rete e Internet, scegli Wi-Fi o Ethernet, entra nelle proprietà della connessione e modifica l’assegnazione DNS da automatica a manuale. Attiva IPv4 e inserisci il DNS preferito e quello alternativo.
Per Google puoi usare 8.8.8.8 come server preferito e 8.8.4.4 come alternativo. Windows 11 permette anche di scegliere DNS over HTTPS, quando il server e la configurazione lo supportano. Su Windows 10 il percorso può passare dal Pannello di controllo e dalle proprietà di TCP/IPv4.
macOS
Su Mac apri Impostazioni di Sistema > Rete, seleziona Wi-Fi o Ethernet, entra nei dettagli della connessione e cerca la sezione DNS. Aggiungi i nuovi indirizzi con il pulsante “+”, conferma con OK e applica la modifica. Anche qui è prudente conservare i valori precedenti per un rapido ripristino.
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Router di casa
Configurare il DNS nel router è spesso la soluzione più comoda perché copre smartphone, computer, televisori e console collegati alla rete. Accedi al pannello del modem, cerca WAN, Internet, DHCP o DNS e sostituisci i server automatici con quelli desiderati.
Il nome delle voci cambia secondo il produttore e il modello. Dopo il salvataggio potrebbe essere necessario riavviare il router e riconnettere i dispositivi. Sulle reti fornite dall’operatore, il DNS manuale può essere sovrascritto dopo un aggiornamento o un reset, quindi conviene controllare il risultato anche il giorno successivo.
Come verificare il risultato e risolvere gli errori
Il primo test è pratico. Apro siti appartenenti a servizi diversi, provo un’app che prima dava problemi e controllo se la connessione resta stabile. Non mi baso soltanto sulla sensazione di velocità, perché la differenza tra due DNS può essere di pochi millisecondi e dipende molto dalla cache locale.
Su Windows puoi aprire il Prompt dei comandi e usare nslookup nome-sito.it. Il risultato mostra quale server ha risposto. Su macOS puoi usare il Terminale con lo stesso comando, mentre su Android e iPhone è possibile controllare le informazioni avanzate della rete o usare strumenti di verifica affidabili.
Se i siti non si aprono dopo il cambio, procedi così:
- controlla di aver digitato correttamente gli indirizzi;
- riavvia la connessione Wi-Fi o il router;
- svuota la cache DNS del computer;
- disattiva temporaneamente VPN, proxy o app di filtraggio;
- prova un solo provider DNS alla volta;
- ripristina Automatico se la rete usa una pagina di autenticazione.
Un DNS alternativo non aggira ogni blocco. I filtri possono essere applicati dall’operatore, dal router, dal browser, dall’applicazione o dal server stesso. Inoltre, cambiare resolver non risolve un guasto alla linea, un problema di autenticazione o una password Wi-Fi errata.
La configurazione migliore è quella che puoi controllare
Per iniziare senza complicazioni scegli un solo servizio, annota la configurazione originale e prova il risultato per almeno qualche ora. Io partirei da Cloudflare o Google, lasciando il DNS dell’operatore se non ci sono problemi concreti da risolvere.
Su Android il DNS privato è generalmente il metodo più completo; su iPhone la modifica Wi-Fi è semplice ma circoscritta; sul router è più efficace quando vuoi applicare la scelta a tutta la casa. Se dopo il cambio noti blocchi, login mancanti o velocità invariata, non insistere per principio: il DNS deve rendere la connessione più affidabile, non diventare una nuova fonte di problemi.